ANPI chiede lo scioglimento delle organizzazioni neofasciste

Apprendiamo dalla stampa della presenza di Roberto Fiore in piazza Salimbeni, per un comizio elettorale in vista delle prossime elezioni del Parlamento europeo. 
E’ una presenza anticipata dai manifesti elettorali che per settimane sono rimasti gli unici a campeggiare negli spazi della propaganda elettorale; è una presenza resa inevitabile, per quanto paradossale, dallo stesso gioco democratico cui sono state autorizzate forze dichiaratamente estranee non solo a questo orientamento, ma nostalgiche senza pudore di un regime che della democrazia fece strame.

Gli attrezzi retorici della propaganda del partito dalle esplicite velleità neofasciste, sono facilmente smontabili: “spezzare le catene di Bruxelles” si legge nel volantino. E’ in realtà solo grazie alla condivisione in ambito sovranazionale che la lista ininfluente e priva di qualunque legittimazione parlamentare, può presentarsi alle elezioni: è solo grazie al supporto di una rete sovranazionale che il neofascismo italiano ha potuto candidarsi alle urne. 
Ma il gioco democratico ha un valore di per sé: non sarà ANPI a infrangere la regola che dà diritto di parola a chi si candida al giudizio delle cittadine e dei cittadini. Non si può, però, al contempo, non denunciare quanto l’inerzia delle istituzioni dello Stato abbia concesso ad una interpretazione minimalista, formalista e miope delle rivendicazioni avanzate dalle esigue minoranze neofasciste: l’ammissione alle competizioni elettorali, le autorizzazioni concesse a manifestazioni ostentatamente apologetiche del regime fascista, le sentenze che interpretano come fatti sentimentali gesti che, al contrario, equivalgono a precise dichiarazioni di posizionamento politico. Una complicità oggettiva delle istituzioni che, interpretando le leggi vigenti e soprattutto negligendo il rispetto alla norma costituzionale, hanno progressivamente portato alla “normalizzazione” della presenza neofascista.
Se l’insofferenza tra la cittadinanza cresce, come dimostra il presidio convocato dalla Rete Antifascista Senese, pochi sono i segnali in controtendenza da parte delle Istituzioni dello Stato: di pochi giorni fa una sentenza della corte di Cassazione (la n. 21409) che rimarca la gravità di un gesto come il saluto romano (dai neofascisti prodotto con intenti rivendicativi poi prontamente derubricati a fatto di sentimento, quando inchiodati dalle telecamere), e che ricorda come ” il diritto alla libera manifestazione del pensiero finisce dove inizia l’istigazione al razzismo” ( Patrizia Maciocchi, Il Sole 24 ore, 16 maggio 2019). 
Basta questo, però, per esigere dalle forze dell’ordine che presidieranno il comizio notturno una vigilanza attenta al rispetto delle leggi: chi ha concesso il permesso di manifestare “democraticamente” il proprio pensiero a una forza tanto dichiaratamente antidemocratica, dovrà garantire che non si spargano veleni razzisti, che non si produca apologia del fascismo, dovrà rendersi responsabile anche di fronte alla legge, oltreché alla coscienza della cittadinanza democratica, della repressione di ogni atto e di ogni parola che attentino alle legalità, incluse le leggi Mancino e Scelba, di ogni tentativo di forzare le regole dell’autorizzazione ottenuta.
Concedere l’autorizzazione ai sensi delle leggi non basta: occorre vigilare sul rispetto delle leggi, di tutte le leggi, compresa quella fondamentale che bandisce per sempre dal nostro patto di cittadinanza la ricostituzione del partito fascista sotto qualsiasi forma.
Il governo in carica ha deresponsabilizzato lo stato in materia di sicurezza individuale: ANPI auspica che questo non debba accadere mai per quanto concerne le regole della vita pubblica e dell’agibilità politica democratica. Auspica che nessuno cada nella trappola della provocazione, regalando argomenti di facile spendibilità in periodo elettorale – il vittimismo degli aggressori ha da sempre fatto parte della retorica fascista; ANPI non promuove alcun evento collettivo, nel rispetto delle regole formali della democrazia, ma invita tutte le cittadine e i cittadini autenticamente e sinceramente democratici a vigilare, a documentare e testimoniare ogni infrazione alle leggi che ci tutelano in quanto antifascisti e che saranno, nel caso, impugnate nelle sedi legali opportune.
Infine, ricordiamo che Anpi, con molte altre associazioni, ha recentemente depositato nelle mani del presidente Mattarella una petizione perchè le organizzazioni fasciste non possano partecipare alle elezioni, e per chiederne lo scioglimento. E’ una campagna che sarà opportuno riprendere dopo il voto del 26 maggio, e per la quale sarà necessaria la mobilitazione e l’adesione da parte di tutti.
Il comitato provinciale Anpi Siena

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