Lettera del presidente Pagliarulo riguardante le iniziative sul conflitto israelo-palestinese e ordine del giorno da proporre ai sindaci e ai consigli comunali

I massimi dirigenti di Cgil, Cisl, Uil, Acli, Arci, Legambiente, Libera e Gruppo Abele, Anpi hanno inviato una lunga lettera ai segretari di tutti i partiti – tranne Fratelli d’Italia e Lega – in cui si chiede un’iniziativa forte per il riconoscimento dello Stato di Palestina.

Se è vero infatti che, nonostante enormi difficoltà, l’unica prospettiva possibile per una stabile composizione del conflitto israelo-palestinese è la proposta di due popoli in due Stati, tale proposta non sarà mai praticabile fino a quando uno dei due Stati, Israele, sarà riconosciuto e l’altro no. Da ciò la richiesta avanzata ai segretari dei partiti, invitandoli a proporla anche ai Paesi Ue: il riconoscimento dello Stato di Palestina. Diamo un grande valore a questa iniziativa perché, davanti alla imbarazzante parzialità a cui abbiamo assistito in questi giorni, tale iniziativa rimette a tema la politica e cioè la concreta ricerca di soluzioni equilibrate alla permanente e drammatica tensione. Infatti, com’è scritto nella lettera, “ciò che sta accadendo a Gerusalemme, nelle città israeliane e nelle città e nei villaggi palestinesi, nella Striscia di Gaza, è l’ennesima ondata di violenza che si ripete da quasi un secolo. Ogni volta da tutti condannata, ma, spenti i riflettori sugli scontri, sui missili lanciati, fatta la conta dei morti e feriti, torna il silenzio, gli organi di informazione tacciono, la politica ha altro a cui pensare. Tutto torna come prima, in attesa della prossima esplosione”. Attorno a questa proposta condivisa da uno schieramento così autorevole di associazioni e di sindacati italiani, a cominciare dall’Anpi, è opportuno e urgente che la nostra associazione si mobiliti sui territori dando vita a iniziative, dibattiti, manifestazioni unitarie, che ruotino attorno alla parola d’ordine del riconoscimento dello Stato di Palestina, oltre che, ovviamente, della immediata cessazione delle ostilità. Sottolineo l’assoluta importanza del carattere unitario di tali iniziative, per coinvolgere il più possibile il mondo dell’associazionismo a cominciare, ove possibile, da Cgil, Cisl, Uil, Acli, Arci, Legambiente, Libera e Gruppo Abele. Suggerisco inoltre di proporre ai sindaci e ai consigli comunali, sempre ove vi siano le condizioni, un ordine del giorno concordato fra le associazioni firmatarie della lettera ai partiti, che ne ricalca i contenuti. Trovate in allegato una bozza di ordine del giorno. Augurandovi un buon lavoro, vi invio i miei più fraterni saluti.

Per una nuova fase della lotta democratica e antifascista. Documento per il XVII congresso nazionale dell’ANPI – 2022

Il Comitato nazionale Anpi ha approvato nella seduta del 7 maggio il documento per il XVII Congresso nazionale che si svolgerà il prossimo anno. Il testo del documento è disponibile è scaricabile qui:

Proposta di legge di iniziativa popolare

Il sindaco di Stazzema ha proposto un progetto di legge di iniziativa popolare, pubblicata in GU n 260 del 20/10/20, relativa alle norme contro la propaganda e la diffusione di messaggi inneggianti al fascismo e nazismo e la vendita e produzione di oggetti con simboli fascisti e nazisti.
E’ possibile firmare fino al 31 marzo 2021 presso l’ufficio anagrafe del Comune in cui si è iscritti nelle liste elettorali, portando con sé un documento di identità.

ANPI val d’Elsa presenta: Montemaggio Festival Resistente 2020

il Festival si farà! Domenica 6 settembre, Casa Giubileo

Carlo Smuraglia: perchè votare NO al Referendum Costituzionale del 20/21 Settembre

Intitolazione Sez. ANPI Poggibonsi ad Armando Targi

Già da tempo avevamo deciso di intitolare la nostra sezione ad Armando Targi. Armando fu uno dei 108 giovani poggibonsesi che partirono volontari nel gennaio del 1945 per i gruppi di combattimento del nuovo Esercito di Liberazione Nazionale. Non aveva ancora 18 anni. È  stato per tanti anni Presidente della nostra sezione, infaticabile e appassionato fino alla fine nel testimoniare i valori della Resistenza e della nostra Costituzione. È stato un uomo giusto e generoso.
Avevamo pensato a un’affettuosa cerimonia, a cinque anni dalla sua scomparsa. Non è stato possibile. Accadrà più avanti e saremo senz’altro in tanti. 
Lo annunciamo qui, ora, in questo 25 aprile senza bandiere e canti nelle strade e nelle piazze, non per questo meno bello e necessario.
Grazie di tutto, Armando.

La Sezione ANPI “Armando Targi” di Poggibonsi.

“Il Governo non può escludere l’ANPI dal 25 aprile!”

22 Aprile 2020

Dura presa di posizione della Presidenza e della Segreteria nazionali ANPI sulla circolare del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Fraccaro che di fatto impedisce ai rappresentanti dell’ANPI, per “evitare assembramenti”, di essere presenti alle celebrazioni ufficiali del 25 aprile. “Chiediamo al Governo di cambiare questa norma. In ogni caso l’ANPI parteciperà alle celebrazioni”

La Presidenza e la Segreteria ANPI Nazionali esprimono incredulità e rammarico di fronte ad un atto di indifferenza e scortesia del governo Conte, che mai si sarebbero aspettati.

Si tratta di questo: nella giornata del 25 aprile p.v., al mattino, in moltissime città e paesi italiani sono previste celebrazioni con la deposizione di un fiore o di una corona al monumento o altro luogo significativo della Resistenza locale.

Ebbene, quest’anno sarà impedito al rappresentante dell’ANPI o di altra organizzazione partigiana o resistenziale, di deporre quel fiore. Potranno farlo soltanto i signori Prefetto e Questore e, ma non è ancora chiaro, il Sindaco.

Tutto ciò è semplicemente inaccettabile.

Ricordiamo al Sottosegretario Fraccaro, estensore, a nome del Governo, della circolare inviata ai Prefetti di tutta Italia, che l’argomento di evitare assembramenti è, in questo caso, assolutamente pretestuoso, perché si tratterebbe di UNA PERSONA SOLA e ovviamente dotata di ogni presidio di protezione sanitaria.

Mentre il governo si accinge a far riaprire varie industrie, vieta ai partigiani e agli antifascisti di portare un fiore sulla tomba dei propri morti. Tutto ciò potrebbe denotare, in ultima analisi, o malafede politica o completa ignoranza della storia patria.

Ricordiamo agli immemori o ai nostalgici, che la data del 25 aprile 1945 fu scelta con Regio Decreto quale festa nazionale il 22 aprile 1946 dal CLN Alta Italia e tale decreto fu firmato dall’allora Presidente del Consiglio Alcide De Gasperi.

Festa Nazionale, Festa dell’Unità ritrovata, Festa che, come disse Arrigo Boldrini, Medaglia d’Oro della Resistenza, ci ricorda che i partigiani combatterono “per chi c’era, per chi non c’era e anche per chi era contro”.

Festa stabilita persino prima che, con le elezioni, fosse scelta la stessa forma istituzionale per il governo del Paese. Quest’anno ricorre il 75° anniversario di questa data fondamentale per la nostra storia democratica. Mai nessuno, in questi 75 anni, ha osato negare alle associazioni partigiane e combattentistiche il diritto di onorare il 25 aprile. Per la verità, ci furono dei tentativi e anche allora l’ANPI si oppose fermamente, così come fa oggi.

Siamo rispettosi di norme giuste per la prevenzione e il contenimento di questo terribile contagio. Siamo impegnati, anche come associazione per sostenere iniziative sanitarie e sociali che aiutino il nostro popolo in questo, difficile e tragico frangente.

Intendiamo dare il nostro contributo affinché da questa pandemia l’Italia e gli italiani possano uscire migliori, più solidali e sereni. Non accetteremo mai però che, con la scusa del contenimento del contagio, si operi per cancellare la memoria democratica del nostro Paese. Per far dimenticare o ignorare alle giovani generazioni che la memoria non è solo un ricordo, che pure va conosciuto e onorato, ma è uno strumento per migliorare il nostro oggi e il futuro.

Così ci hanno detto, in queste settimane, tante partigiane e partigiani ancora viventi che hanno continuato, in tutti questi anni, a parlare alle nuove generazioni.

Questo terribile morbo se ne sta portando via tanti e il gesto di negare loro anche il diritto di vedere un proprio rappresentante deporre un fiore sulla tomba o sul monumento dei suoi compagni caduti è un’offesa inaccettabile. Confidiamo che si voglia, al più presto, sanare questo vulnus istituzionale con un atto di buon senso e di civiltà. Molti Sindaci e Prefetti, pur costretti da una imbarazzante circolare, stanno cercando, in queste ore, di risolvere positivamente il problema. L’ANPI è al loro fianco, come sempre disponibile a far prevalere le ragioni della pacifica convivenza e del rispetto della memoria costituzionale. Rifiuteremo sempre ogni tentativo di negare il valore della Resistenza e non accetteremo mai di essere esclusi dalle celebrazioni del 25 aprile. Chiediamo al governo di cambiare una norma irrilevante sul piano della sicurezza, inutilmente divisiva, ingiusta e offensiva verso i partigiani, verso il nostro popolo, verso l’Italia. In ogni caso invitiamo i locali Presidenti dell’ANPI o loro rappresentanti, nella misura di una sola persona, a partecipare alle celebrazioni del 25 aprile”.

Roma, 22 aprile 2020

Anpi nazionale è anche su Instagram

Anpi nazionale è anche su Instagram!

 

Riportiamo di seguito tutti i profili social di ANPI nazionale:

Instagram

Facebook

Twitter

Seguiteci per rimanere sempre aggiornati sulle nostre iniziative. 

Votiamo NO al referendum per il taglio del numero dei parlamentari

La legge che verrà sottoposta al voto, col referendum del 29 marzo, non corrisponde, in
realtà, ad alcuna necessità concreta e rappresenta semplicemente una manifestazione di
quella antipolitica che si fa circolare nel Paese creando un grave discredito verso le istituzioni fondamentali della Repubblica.

Continua a leggere “Votiamo NO al referendum per il taglio del numero dei parlamentari”