15 gennaio 1944 – 15 gennaio 2020

Commemorazione dei Martiri di Rigosecco, Luigi Marsili e Luciano Panti, partigiani combattenti della Brigata Garibaldi “Spartaco Lavagnini”.

Il 15 Gennaio, 10.45 abbiamo partecipato, come Comitato provinciale, alla Commemorazione a Rigosecco organizzata dal Comune di Montalcino.

Davanti ad un nutrito gruppo di cittadini e alle terze medie di Montalcino, Buonconvento e Certaldo sono intervenuti l’assessore Christian Bovini di Montalcino e il sindaco di Buonconvento Riccardo Conti che hanno rievocato l’episodio di Rigosecco in modo chiaro e puntuale, soffermandosi pure sugli allarmanti episodi di rigurgiti fascisti odierni.

L’intervento conclusivo, di Pippo Lambardi del nostro Consiglio provinciale, ha ribadito, con l’invito alle scolaresche a crescere culturalmente, a studiare la Storia e a combattere sempre le ingiustizie, che il sacrificio di Luigi Marsili e Luciano Panti, all’epoca neanche ventenni, non fu vano.

La cerimonia si è conclusa con la lettura di poesie locali sui fatti di Rigosecco da parte di Diego Ciani e Sara Poggialini. Si ringraziano le Amministrazioni comunali di Montalcino, Buonconvento, Murlo, Siena e Certaldo, la Compagnia dei Carabinieri di Montalcino, le Sezioni ANPI di Montalcino, Buonconvento e Casetta, lo SPI di Buonconvento e tutti i cittadini presenti.

8 Gennaio 1945 – 8 Gennaio 2020

San Gimignano ricorda la partenza dei suoi volontari che combatterono sulla linea Gotica

L'umanità al potere. Appello all'unità per una Toscana solidale e antifascista

In vista delle prossime elezioni regionali, il Coordinamento dei Comitati provinciali Anpi della Toscana ha scritto il documento: “L’umanità al potere. Appello all’unità per una Toscana solidale e antifascista“, rivolto ai partiti e alle forze democratiche e indirizzato anche a tutti i sindaci, ai consiglieri regionali, ai deputati eletti nella regione, alle associazioni, ai sindacati. 
Tale documento è scaturito dall’ultima assemblea del Comitato provinciale di Siena, e quindi discusso e approvato a livello regionale. 
L’auspicio è che l’appello possa trovare ovunque la migliore risonanza, e dunque l’invito a tutti è di diffonderlo e discuterlo, in modo da sollecitare, in ogni sede possibile, una riflessione costruttiva sull’opportunità di un rinnovamento serio e programmaticamente rilevante in vista della competizione elettorale in Toscana.

Presentato a Siena il libro di Antonio Damiani e Maurizio Framba "Parole per piazza Fontana. Biennio rosso, strage nera"

Riportiamo di seguito l’intervento di Katia Di Rienzo:

Piazza Fontana: prova generale della strategia della tensione

Milano, 12 dicembre 1969 una bomba esplode nella Banca Nazionale dell’Agricoltura in piazza Fontana, provocando 17 morti e 88 feriti. La Strage è fascista e di Stato e, nel pieno dei movimenti di massa di studenti e operai del biennio 68-69 che mettevano seriamente in discussione – in tutto il Paese – lo stato di cose presenti, ha ufficialmente inizio quella che verrà definita la “Strategia della tensione”. Nello stesso orario a Roma scoppiano altre 3 bombe; 16.55 Banca nazionale del Lavoro, 17.22 Altare della Patria, 17.30 gradini del Museo del Risorgimento. Nella Banca Commerciale di Piazza della Scala a Milano, alle 16.25 viene trovata una borsa contenente una bomba che viene fatta esplodere in tutta fretta, eliminando definitivamente una prova preziosa per le indagini. E’ uno dei primi misteri di quel 12 dicembre di 50 anni fa. La prima riflessione che dobbiamo fare è come collocare storicamente la strage di Piazza Fontana, cosa accadde quel giorno, cosa era accaduto nei giorni e nei mesi precedenti, cosa nei giorni e nei mesi seguenti, anche alla luce della spinta degli studenti e delle studentesse, dei lavoratori e delle lavoratrici a Milano e in tutto il Paese. Bisogna sottolineare come, negli anni successivi alla strage, è stata proprio la contro-informazione ad aver inceppato il meccanismo centrale di quella che era la strategia della tensione; strategia che dobbiamo ricordare si dispiegò su tutta l’Europa occidentale;

Continua a leggere “Presentato a Siena il libro di Antonio Damiani e Maurizio Framba "Parole per piazza Fontana. Biennio rosso, strage nera"”

Il comunicato del Circolo ANPI di Ateneo "Carlo Rosselli" sui tweet del prof. Castrucci

Il Senato Accademico dell’Università di Siena, convocato ad horas nel primo pomeriggio del 2 dicembre per assumere decisioni urgenti in relazione alla divulgazione delle posizioni filonaziste espresse dal prof. Castrucci, docente di filosofia politica, ha deciso di presentare una denuncia alla Procura della Repubblica  e di avviare un procedimento disciplinare interno.

Il circolo ANPI di Ateneo “Carlo Rosselli” accoglie con soddisfazione questa presa di posizione della nostra Università.

I docenti dell’Ateneo, gli studenti e soprattutto gli studenti di quel corso di studi e di quell’insegnamento, hanno il diritto di sapere che saranno tutelati dalla esiziale confluenza delle posizioni politiche individuali di Castrucci nell’esercizio della sua funzione docente, e che saranno tutelati dal rischio che quanto è oggetto di studio – e in quanto tale non suscettibile di alcuna censura – possa essere invece proposto come orizzonte di valori (il nazismo difesa delle civiltà europea! la veridicità dei contenuti della propaganda antisemita!).

Una confusione che seppure non si fosse prodotta entro l’ambito della attività di docenza, è certamente determinata dall’apparizione di prese di posizione filonaziste in un sito pubblico per eccellenza, dove l’appartenenza al corpo accademico funge da cassa di risonanza e da implicita legittimazione.

Anche per questo vulnus alla missione docente, agli studenti, all’immagine e alla storia di un Ateneo come quello di Siena, è decisivo che l’Università chieda conto, e ne renda conto alla comunità universitaria, democratica e antifascista.

Discorso della studentessa Sara Mannolini all’inaugurazione dell’anno accademico 2019/2020

Clicca qui per leggere il discorso.

Dal Consiglio Comunale di Castelnuovo Berardenga una dura condanna verso ogni forma di comportamento ispirato a sentimenti antidemocratici, all’odio razziale, all’omofobia, all’antisemitismo, al fascismo e al nazismo

Il Consiglio Comunale di Castelnuovo Berardenga il 22 novembre scorso ha approvato un Ordine del giorno in merito ai fatti correlati all’inchiesta che ha coinvolto 12 persone appartenenti all’estrema destra in provincia di Siena.

Con l’ordine del giorno è stato ribadito che l’antifascismo è la radice ideale e culturale da cui nasce la Repubblica Italiana e la sua Costituzione e sono state condannate con fermezza tutte le iniziative, sia che provengano da associazioni e organizzazioni politiche e sociali che da singoli, che diffondono idee e comportamenti ispirati a sentimenti antidemocratici, all’odio razziale, all’omofobia, all’antisemitismo, al fascismo o nazismo. Con il documento è’ stata affermata la distanza del Consiglio comunale e della comunità castelnovina da ogni forma di odio razziale e da qualsiasi ideologia discriminatoria; è stata ribadita l’importanza dei valori della multiculturalità e della pacifica convivenza; è stata espressa vicinanza e condivisione per l’operato di tutte le Forze dell’Ordine coinvolte nell’inchiesta e per la Magistratura inquirente che svolgono quotidianamente, con abnegazione e professionalità, un lavoro fondamentale a tutela della sicurezza di tutti i cittadini. Infine sono state invitate tutte le forze di ispirazione antifascista a non sottovalutare i rischi che questi fatti determinano e a condannare e contrastare con forza il tentativo di ridare credito a uomini, partiti ed idee la cui sconfitta è alla base della nostra Repubblica e della nostra Costituzione.

Che i busti di Mussolini di Vittorio Emanuele III restino nell’archivio dell’Università di Siena

Negli archivi sono conservati documenti non solo cartacei, ma anche oggetti che testimoniano la nostra storia. Chi vuole studiare la storia e conoscerla deve partire da lì, dagli archivi.

All’Università di Siena,  recentemente,  sono state riconsegnati dagli eredi degli scultori due busti raffiguranti  Mussolini e Vittorio Emanuele III; opere di valore artistico modesto, ma che, nel 1939, erano dovute al regime fascista. Nel 1939 l’Italia era sotto la dittatura, terminata solo dopo una sanguinosa guerra di Liberazione; per Siena il 3 luglio del ’44. La nostra Università, nei suoi quasi 800 anni di storia, ha attraversato tante vicissitudini e sì: era fascista durante il ventennio, come tutte le università italiane. Quindi nel nostro archivio sono conservate anche le testimonianze di quel nefasto periodo, che non va certo dimenticato, ma che certamente non può essere celebrato. Ci sconcerta quindi la decisione di dedicare tanta attenzione agli 80 anni della nostra Aula magna, magnificandone più o meno direttamente l’idea di grandezza che ne guidava la costruzione in quel 1939 che avrebbe segnato invece l’inizio della Seconda guerra mondiale. E sempre lo stesso anno, sempre in quell’aula, all’inagurazione dell’anno accademico l’allora Rettore Raselli celebrava le leggi razziali e la cacciata di alcuni colleghi.

I due busti dovranno restare dove sono attualmente: nell’archivio. E dovranno servire a testimoniare un’epoca di barbarie, che non deve essere in alcun modo celebrata, ma conosciuta.

Circolo Anpi di Ateneo “Carlo Rosselli”

Presidio antifascista

Mercoledi, 20 Novembre 2019, in p.zza Iacopo della Quercia, davanti alla Prefettura di Siena, si è svolto un bel pomeriggio di partecipazione. Grazie ai sindaci, al presidente della Provincia, al Prefetto che ha ricevuto la nostra delegazione. Grazie alle compagne e ai compagni dell’Anpi che hanno raggiunto Siena da molti comuni del territorio, all’Arci, alla Cgil, all’Archivio Udi, ai cittadini che hanno manifestato per dimostrare che questa città, le nostre città sono antifasciste.

Il ritrovamento dell’arsenale di armi ed esplosivi accompagnato da una copiosa simbologia fascista e nazista e le intercettazioni che hanno condotto le forze dell’ordine ad arresti e denunce nella nostra provincia, sono solo l’ultimo di una catena di eventi sempre più frequenti e preoccupanti che si registrano su tutto il territorio nazionale.

E’ tempo di chiamare le cose con il loro nome: la violenza fascista e razzista non può continuare ad essere ignorata, così come non possono essere tollerate, giustificate, incorporate nella società civile le organizzazioni ispirate direttamente al fascismo e le loro parate grottesche.  

Non ci stancheremo di denunciare alla magistratura ogni atto di apologia, ogni intimidazione, ogni evidenza di fascismo, così come non ci stancheremo di opporci alla sua progressiva normalizzazione, grazie alla quale si finisce per ammettere le ideologie suprematiste e razziste all’interno di un dibattito politico sempre meno caratterizzato dai valori etici su cui è fondata la nostra Repubblica.  

L’Anpi ha chiesto con forza – e lo ha fatto consegnando un appello nelle mani del Presidente Mattarella insieme a 23 tra associazioni e partiti – che le organizzazioni fasciste siano dichiarate illegittime, nel rispetto del dettato costituzionale.  

Facciamo appello a tutti i cittadini e le cittadine che si riconoscono nei valori di uguaglianza e solidarietà sociale sanciti dalla Costituzione perché si uniscano al nostro impegno nel pretendere dalle istituzioni democratiche che l’ideologia fascista e i suoi messaggi di odio non vengano derubricati a fatti di cronaca o a fenomeni di semplice espressione del pensiero.

L’antifascismo è radice di unità, democrazia, pace. E ci riguarda tutti.

Comitato provinciale Anpi Siena

L’antifascismo è radice di unità

Il ritrovamento dell’arsenale di armi ed esplosivi accompagnato da una copiosa simbologia fascista e nazista e le intercettazioni che hanno condotto le forze dell’ordine ad arresti e denunce nella nostra provincia, sono solo l’ultimo di una catena di eventi sempre più frequenti e preoccupanti che si registrano su tutto il territorio nazionale.

E’ tempo di chiamare le cose con il loro nome: la violenza fascista e razzista non può continuare ad essere ignorata, così come non possono essere tollerate, giustificate, incorporate nella società civile le organizzazioni ispirate direttamente al fascismo e le loro parate grottesche.  

Non ci stancheremo di denunciare alla magistratura ogni atto di apologia, ogni intimidazione, ogni evidenza di fascismo, così come non ci stancheremo di opporci alla sua progressiva normalizzazione, grazie alla quale si finisce per ammettere le ideologie suprematiste e razziste all’interno di un dibattito politico sempre meno caratterizzato dai valori etici su cui è fondata la nostra Repubblica.  

L’Anpi ha chiesto con forza – e lo ha fatto consegnando un appello nelle mani del Presidente Mattarella insieme a 23 tra associazioni e partiti – che le organizzazioni fasciste siano dichiarate illegittime, nel rispetto del dettato costituzionale.  

Facciamo appello a tutti i cittadini e le cittadine che si riconoscono nei valori di uguaglianza e solidarietà sociale sanciti dalla Costituzione perché si uniscano al nostro impegno nel pretendere dalle istituzioni democratiche che l’ideologia fascista e i suoi messaggi di odio non vengano derubricati a fatti di cronaca o a fenomeni di semplice espressione del pensiero.

L’antifascismo è radice di unità, democrazia, pace. E ci riguarda tutti. 

Comitato provinciale Anpi Siena