Strade di Liberazione

v. Spartaco Lavagnini a Sangimignano. Il partigiano Lisi con le sue bisnipoti

Buon 25 a tutte e tutti dalla Presidente del Comitato provinciale di Anpi Siena Silvia Folchi

verso il 25 Aprile

per rivedere il programma su RadioSienaTV andato in onda gioveddi 22 Aprile

77° anniversario dell’eccidio di Montemaggio

Domenica 28 Marzo si è svolta, nel rispetto delle norme anti-covid, la cerimonia per ricordare i nostri partigiani fucilati nel marzo del ’44 sul Montemaggio, con i comuni della Val d’Elsa e l’ANPI

il ricordo del presidente nazinale dell’ANPI, Gianfranco Pagliarulo

“Le radici dell’odio. La dominazione italiana nella regione giuliano-dalmata. Per una conoscenza storica e antropologica della violenza innescata dal dominio coloniale fascista” visibile anche su YouTube.

Interventi di:

  • Tullia Catalan, Università di Trieste, Il razzismo antislavo nell’Area dell’Alto Adriatico: origini,
    stereotipi, conseguenze
  • Chiara Renzo, Università di Firenze, Il sistema di internamento fascista in Toscana
  • Katja Hrobat Virgolet, University of Primorska, Koper/Capodistria, I dimenticati. Gli Italiani che restarono nell’Istria jugoslava

Coordinamento e introduzione:

  • Silvia Folchi, Comitato Provinciale ANPI Siena
  • Fabio Mugnaini, Università di Siena

Le radici dell’odio. La dominazione italiana nella regione giuliano-dalmata. Zoom Webinar 9 Febbraio 2021, ore 16.30

Nello spirito della legge che istituisce la Giornata del Ricordo, il Circolo ANPI di Ateneo, “Carlo Rosselli”, in collaborazione con la sezione ANPI “Vittorio Carnasciali” di Castelnuovo Berardenga organizza un incontro in modalità online sul tema:

Le radici dell’odio. La dominazione italiana nella regione giuliano-dalmata. Per una conoscenza storica e antropologica della violenza innescata dal dominio coloniale fascista

il webinar potrà essere seguito registrandosi a questo link:

https://zoom.us/webinar/register/WN_YzMuCpmJQw2kDNNlFhFuLg

Interventi di:

  • Tullia Catalan, Università di Trieste, Il razzismo antislavo nell’Area dell’Alto Adriatico: origini,
    stereotipi, conseguenze
  • Chiara Renzo, Università di Firenze, Il sistema di internamento fascista in Toscana
  • Katja Hrobat Virgolet, University of Primorska, Koper/Capodistria, I dimenticati. Gli Italiani che restarono nell’Istria jugoslava

Coordinamento e introduzione:

  • Silvia Folchi, Comitato Provinciale ANPI Siena
  • Fabio Mugnaini, Università di Siena

La legge 260/2004, comma 1, identifica il 10 febbraio

quale ‘Giorno del ricordo’ al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale”.

Al comma 2 si prevedono

iniziative per diffondere la conoscenza dei tragici eventi presso i giovani delle scuole di ogni ordine e grado. È altresì favorita, da parte di istituzioni ed enti, la realizzazione di studi, convegni, incontri e dibattiti in modo da conservare la memoria di quelle vicende. Tali iniziative sono, inoltre, volte a valorizzare il patrimonio culturale, storico, letterario e artistico degli italiani dell’Istria, di Fiume e delle coste dalmate […]ed altresì a preservare le tradizioni delle comunità istriano-dalmate residenti nel territorio nazionale e all’estero

Mercoledì 27 gennaio – Giornata della memoria. Questo è stato, questo ancora è!

migranti in Bosnia – 2021

Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
Voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per un pezzo di pane
Che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d’inverno.
Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi.

Se questo è un uomo, Primo Levi

Proposta di legge di iniziativa popolare

Il sindaco di Stazzema ha proposto un progetto di legge di iniziativa popolare, pubblicata in GU n 260 del 20/10/20, relativa alle norme contro la propaganda e la diffusione di messaggi inneggianti al fascismo e nazismo e la vendita e produzione di oggetti con simboli fascisti e nazisti.
E’ possibile firmare fino al 31 marzo 2021 presso l’ufficio anagrafe del Comune in cui si è iscritti nelle liste elettorali, portando con sé un documento di identità.

Aristeo, sotto l’ombra di un bel fior

Riportiamo un articolo uscito oggi su Il Manifesto a firma di Silvia Folchi, Presidente Comitato provinciale Anpi Siena:

Figlio di perseguitati antifascisti, partigiano, una vita spesa per la politica (dirigente provinciale e regionale del Psi, poi del Psiup, del Pdup e infine di Dp), la postura etica di Aristeo Biancolini si fondava su fermezza e modestia. La mattina del 5 gennaio, all’età di 96 anni, ci ha lasciati Aristeo Biancolini, partigiano della formazione Mencattelli, raggruppamento Monte Amiata.

Quello che più ci mancherà di lui sarà la sua capacità di entrare in relazione, di ascoltare, di voler guardare il mondo con gli occhi dei suoi interlocutori. Forse perché da un po’ di tempo ci vedeva poco, la sua capacità di visione e di presa sulla realtà sembrava farsi forte dello sguardo dei compagni. Figlio di perseguitati antifascisti, partigiano, una vita spesa per la politica (dirigente provinciale e regionale del Psi, poi del Psiup, del Pdup e infine di Dp), la postura etica di Aristeo si fondava su fermezza e modestia.

Nella bella testimonianza pubblicata nel volume Noi partigiani, in cui Gad Lerner e Laura Gnocchi hanno raccolto interviste a partigiani, donne e uomini, che è uscito per Feltrinelli nel 2020, emerge con chiarezza, in poche pagine, la tensione che lo guidò durante i mesi della Resistenza.

L’ammonimento del padre al momento di partire per raggiungere la formazione, “se fai cose sporche è meglio che non torni”, contiene la sintesi con cui Aristeo ci ha rappresentato con i suoi racconti appassionati e spesso ironici le scelte sue e dei suoi compagni, la capacità di distinguere, di assumersi la responsabilità delle proprie scelte, “di non essere come loro”. L’impegno di quei giovani partigiani a non essere travolti dall’odio per i fascisti, per realizzare invece – purtroppo, anche, attraverso l’uso delle armi – un mondo più giusto, più solidale, più libero.

Non so dire quante generazioni di studenti Aristeo abbia incontrato, a quanti ragazzi abbia mostrato il suo Libro di cultura militare su cui gli era toccato studiare nella scuola fascista e che sempre portava con sé. Aveva un suo modo di ingaggiare con gli studenti, anche abbastanza piccoli, discussioni complesse sull’ordine mondiale, la pace e la guerra, la giustizia sociale, l’oppressione dei popoli, il capitale e la società dei consumi, che spesso spaventavano chi lo accompagnava a quegli incontri. Continua a leggere sul Manifesto