L’ANPI compie 75 anni

Pubblichiamo un articolo di Gianfranco Pagliarulo, uscito su Patria Indipendente:

E sono 75. Buon compleanno, ragazza! Nascesti nel giugno di allora, cara Anpi. E buon compleanno alle partigiane e ai partigiani, i sopravvissuti, che ancora sono testimonianza della stagione di dignità, di dolore e di amore che ci consentì di rinascere. Resistenza e Liberazione. Due parole calde, che si è cercato e si cerca di offuscare, oggi più di ieri, nel clima di solitudine e di torbido declino che avvolge il nostro Paese. E buon compleanno a tutte e tutti coloro che di questa Anpi fanno parte in una ininterrotta catena di generazioni e di ricordo che si autoalimenta e diventa memoria attiva, che dal passato assume l’energia per il presente e consente di disegnare un orizzonte, cioè un futuro, nel tempo in cui il futuro sembra che non ci sia più, trafugato da un’economia amorale e da una politica travolta e stravolta dal demagogo dell’urlo e dal vuoto ciarlatano del socialnetwork.

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L’ANPI, RAGAZZA DEL ’44

25 Aprile: Intervento di Silvia Folchi, Presidente ANPI provinciale Siena

“Sento intorno a me cose che ho già vissuto. Rivedo l’osceno sospetto di chi fino adesso non ha osato e adesso osa”. Così la senatrice a vita Liliana Segre.

Certo, in 74 anni, molte volte la festa della Liberazione è stata messa in dubbio. Molte volte governi e apparati dello Stato hanno sfidato, più o meno apertamente, il dettato costituzionale e le leggi che vietano l’unica cosa che la democrazia non può incorporare: la ricomparsa del fascismo, che è la negazione stessa della democrazia.

Ma se siamo preoccupati, oggi, per gli attacchi sempre più esibiti alle regole democratiche, siamo anche convinti che quegli attacchi generano il risultato opposto a quello voluto: la scelta partigiana oggi riacquista un’attualità evidente. I giovani che prendono la tessera dell’Anpi non sono gli abusivi della storia, sono al contrario coloro che accettano l’eredità di chi ha costruito un mondo libero, sognando ben di più che la cacciata dei nazifascisti: osando spingere il sogno – loro che erano nati senza diritti – alla possibilità di rifondare le regole della convivenza sulla base dei diritti e della giustizia sociale.

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25 Aprile: intervento di Paola Di Nicola, Giudice presso il Tribunale Penale di Roma

Alle donne Resistenti

Sono una giudice e oggi ho l’onore e l’emozione di essere in questa Piazza con voi, partigiani e partigiane di Siena che, con il vostro esempio, mi avete insegnato il gusto profumato della libertà.

Ma voglio utilizzare questa occasione, per me unica, per ringraziare, in particolare, le donne della Resistenza senza le quali non indosserei la toga e continuerebbe ad essermi vietata la funzione dell’interpretazione delle leggi, come è avvenuto fino al 1963.

Sono riconoscente al loro eroismo del giorno per giorno, testimoniato anche senza fucili: quello del mettere insieme il pranzo e la cena con un solo uovo, quello delle attese palpitanti dietro a una finestra, quello della consolazione dei non più consolabili. Sempre a rischio della vita.

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