ANPI, ARCI e CGIL: “Continua la strisciante normalizzazione del fascismo”.

La notizia delle dimissioni del sottosegretario Durigon giunge tardiva e a seguito di un prudente patteggiamento tra i responsabili delle massime istituzioni del Paese: l’imbarazzo e i tatticismi con cui si è risposto ad una manifestazione di apologia del fascismo rimangono fonte di preoccupazione per chi sente che il dettato costituzionale è esposto ad un’erosione costante. Non dovrebbe esserci titubanza nel recidere i legami tra le istituzioni democratiche e chi manifesta invece nostalgie e velleità revansciste.Al contrario, invece, continua ad essere presente in ruoli istituzionali un ambasciatore di dichiarate simpatie neonaziste, Vattani, che il Ministro degli Esteri ha nominato a Singapore, e sta per prendere servizio nel nuovo incarico di responsabile dell’Archivio centrale dello Stato, De Pasquale, una persona che peraltro non ne avrebbe titolo, non essendo un archivista, che per di più ha descritto una figura centrale del neofascismo stragista quale Rauti come uno statista e che dovrebbe esercitare la funzione sensibilissima di decidere quali fondi archivistici del secondo dopoguerra, da poco desecretati, possano diventare di pubblica consultazione. Un simpatizzante del neofascismo viene incaricato di decidere quali fonti saranno rese pubbliche o meno, potendo così incidere sulla speranza di acquisire almeno la verità storica sulle stragi neofasciste, dopo che quella giudiziaria è stata in molti casi impedita dai depistaggi di organi deviati dello Stato. Questo inopinato provvedimento porta la firma del Ministro della Cultura Franceschini, il cui posizionamento politico avrebbe fatto sperare in una più attenta vigilanza e, a fronte delle proteste giunte da più parti, una solerte correzione di rotta.E’ chi ha protestato, invece, che ha dovuto subire una strumentale aggressione politica, illegittima e infondata. Il neo eletto Rettore dell’Università per Stranieri di Siena, Tomaso Montanari, ha esplicitato la sua contrarietà alla nomina dimettendosi dal Consiglio superiore dei Beni Culturali a fronte dell’insensibilità del Ministro e sviluppando pubblicamente un proprio ragionamento sui cedimenti alla riscrittura della storia in chiave neofascista, includendo la questione storiograficamente ancora controversa delle foibe e della violenza politica seguita all’occupazione fascista dell’alto Adriatico.Tutta la destra si è precipitata a chiedere le dimissioni di Montanari ed aspre critiche sono giunte anche da tutti coloro che da anni, ormai, perseguono una linea di equiparazione tra fascismo e antifascismo come se fossero due estremi equiparabili, quando invece è il fascismo ad essere escluso dal patto costituzionale su cui si basa la nostra comune cittadinanza nazionale ed è l’antifascismo il presupposto delle libertà garantite a tutte le posizioni politiche tranne quella che viene esplicitamente identificata come reato, appunto il fascismo, in quanto portatrice della negazione dei diritti democratici e di altre aberrazioni ideologiche.Occorre con urgenza una ferma opposizione a qualunque tentativo di simili infiltrazioni nelle istituzioni, rivedendo cariche e titoli concessi in dispregio alla Costituzione. Il Ministro Di Maio deve revocare la nomina all’ambasciatore Vattani e il Ministro Franceschini l’incarico al bibliotecario De Pasquale. Le forze politiche e sociali hanno il dovere di contrastare con ogni mezzo questa strisciante normalizzazione dei fascismi vecchi e nuovi che hanno l’obiettivo di riscrivere la storia e avvelenare le coscienze. Bisogna, tra l’altro, che nessun simpatizzante neonazista venga invitato ad una Festa dell’Unità.Le battaglie dell’antifascismo sono sempre attuali: per i diritti civili, contro le diseguaglianze, per la parità di genere, contro l’omofobia, per la sicurezza sul lavoro e per la dignità del lavoro, contro la violenza sulle donne, per il rispetto dell’ambiente e per una svolta ecologica seria ed efficace, contro il razzismo, per l’accoglienza dei richiedenti asilo, e via dicendo. Il 25 aprile e il 1 maggio, in un Paese dalla memoria corta come il nostro, cadono in realtà quasi tutti i giorni. Sarebbe bene ricordarlo.

ANPI, ARCI, CGIL Siena

28 Agosto 2021

“Le radici dell’odio. La dominazione italiana nella regione giuliano-dalmata. Per una conoscenza storica e antropologica della violenza innescata dal dominio coloniale fascista” visibile anche su YouTube.

Interventi di:

  • Tullia Catalan, Università di Trieste, Il razzismo antislavo nell’Area dell’Alto Adriatico: origini,
    stereotipi, conseguenze
  • Chiara Renzo, Università di Firenze, Il sistema di internamento fascista in Toscana
  • Katja Hrobat Virgolet, University of Primorska, Koper/Capodistria, I dimenticati. Gli Italiani che restarono nell’Istria jugoslava

Coordinamento e introduzione:

  • Silvia Folchi, Comitato Provinciale ANPI Siena
  • Fabio Mugnaini, Università di Siena

UIKI ONLUS chiede la fine dell’embargo contro il campo profughi di Mexmûr

Esprimiamo la nostra più ferma condanna del grave attacco aereo dell’esercito turco con droni armati contro il campo profughi di Mexmûr che è costato la vita tre donne che avevano portato le loro pecore al pascolo nei pressi del campo e ferendo altre persone che si trovavano nella zona per accudire il proprio bestiame. Riteniamo corresponsabili dell’attacco sia il governo regionale curdo sia il governo centrale iracheno. Senza approvazione di queste forze, non sarebbe stato possibile questo il grave attacco.

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Esprimiamo preoccupazione per la risoluzione del Parlamento Europeo che equipara nazifascismo e comunismo

L’ANPI esprime profonda preoccupazione per la recente risoluzione del Parlamento Europeo in cui si equiparano nazifascismo e comunismo, per altro in palese contrasto con la risoluzione antifascista, antinazista e antirazzista del 25 ottobre 2018. In un’unica riprovazione si accomunano oppressi ed oppressori, vittime e carnefici, invasori e liberatori, per di più ignorando lo spaventoso tributo di sangue pagato dai popoli dell’Unione Sovietica – più di 22 milioni di morti – e persino il simbolico evento della liberazione di Auschwitz da parte dell’Armata rossa. Davanti al crescente pericolo di nazifascismi, razzismi, nazionalismi, si sceglie una strada di lacerante divisione invece che di responsabile e rigorosa unità. L’ANPI si augura che al più presto giunga dal Parlamento Europeo, al fine della sua stessa autorevolezza e credibilità, il chiaro segnale di un radicale ripensamento, nel solco dei principi che ispirarono la creazione di un’Europa Unita, figlia dell’antifascismo e delle donne e uomini che si opposero ai regimi nazifascisti e frutto del pensiero dei confinati a Ventotene proprio dal regime fascista.

PRESIDENZA E SEGRETERIA NAZIONALI ANPI

22 settembre 2019

Vagliagli, 22 settembre 2019. Commemorazione del partigiano Bruno Bonci

Riportiamo di seguito il discorso tenuto da Antonio Giudilli, delegato del Circolo Anpi di Ateneo Carlo Rosselli, in occasione della Commemorazione del partigiano Bruno Bonci che si è celebrata a Vagliagli oggi, 22 settembre 2019:

Forse non farò cose importanti, ma la storia è fatta di piccoli gesti anonimi, forse domani morirò, magari prima di quel tedesco, ma tutte le cose che farò prima di morire e la mia morte stessa saranno pezzetti di storia, e tutti i pensieri che sto facendo adesso influiscono sulla mia storia di domani, sulla storia di domani del genere umano

Sono le parole di Pin il protagonista del libro di Italo Calvino “I Sentieri dei nidi di ragno”. 

Ho letto questo libro quando ero poco più che quindicenne, durante i primi anni delle superiori. E’ stato il libro che mi ha fatto capire meglio di altri, a quell’età, cos’era stata veramente la Resistenza.

E quando l’ANPI mi ha chiesto di intervenire oggi, ho pensato subito a quel libro e a quelle parole. Parole che avrebbe potuto pronunciare Bruno Bonci, nome di battaglia Caravaggio, prima di partecipare allo scontro armato che lo ha visto perire per mano dei nazisti il 12 giugno del 1944, proprio qui a Vagliagli dopo che assieme ad altri partigiani, aveva messo in sicurezza una partita di olio che i nazisti volevano sequestrare. 

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Assemblee pubbliche: Legalità, nuovi fascismi e Costituzione

Su iniziativa di Spi Cgil e Auser, e in collaborazione con Arci e Istituto Storico della Resistenza, stiamo promuovendo una serie di assemblee pubbliche sul territorio provinciale. Le assemblee hanno per tema Legalità, nuovi fascismi e Costituzione.

SPI CGIL – AUSER – ANPI – ARCI – Istituto Storico della Resistenza Senese

La fase che il Paese ha percorso sia sul piano politico che quello economico e sociale ha prodotto nella società individualismo e indifferenza, quando davanti all’impoverimento di molte fasce della popolazione e alla perdita di senso del ruolo della politica, si sono riaffacciate vecchie e pericolose tentazioni della semplificazione della rappresentanza democratica, del decisionismo, dell’esclusione dei più deboli e dei diversi.

Appare quindi indispensabile che, davanti alla superficialità e alla pochezza di tante dichiarazioni gridate e ingigantiti e ripetute dai social mass media, resista una memoria certa e viva del percorso democratico del paese dalla costituzione nata dalla lotta al fascismo.

Chi intende rovesciare la storia riproponendo, in chiave “moderna”, la discriminazione e il razzismo interpreta lo stesso significato di fascismo che non può che incontrare il nostro dissenso e la nostra lotta per affermare i principi costituzionali di libertà, democrazia, giustizia e legalità e non può trovare spazio nei nostri territori, per questo SPI CGIL, AUSER, ANPI, ARCI e l’Istituto Storico della Resistenza Senese promuovono un ciclo di assemblee pubbliche  in tutta la provincia di Siena dal Titolo:

“Oggi in Italia la memoria negata genera individualismo e indifferenza.” 
Legalità, nuovi fascismi e Costituzione

Le assemblee si svolgeranno:

Giovedì 18 Settembre ore 16 Sala Mostre Sarteano

Lunedi 23 Settembre ore 16 Sala Polivalente ex Macelli Montepulciano

Lunedi 30 Settembre ore 9,30 Club 71 Abbadia San Salvatore

Mercoledì 3 Ottobre ore 9,30 Politeama Poggibonsi

Lunedi 7 Ottobre ore 16 Casa del Popolo Colle di Val D’Elsa

Mercoledì 9 Ottobre ore 16 sede AUSER Chiusi Città

Giovedì 10 Ottobre ore 15,30 Super cinema Monteroni D’Arbia 

Mercoledì 16 Ottobre ore 16 Teatro degli Oscuri Torrita di Siena

Venerdì 18 Ottobre ore 15,30 Saletta dei Mutilati Siena

Lunedi 21 Ottobre ore 16 Badia a Isola Monteriggioni

Mercoledì 23 Ottobre ore 16 Casa del Popolo BuonconventoVenerdì 25 Ottobre ore 16 Soc. Filarmonica Castelnuovo Berardenga

La grande lezione di Mattarella sul dovere della memoria

L’intervento del Presidente della Repubblica Italiana in occasione della cerimonia di commemorazione del 75° anniversario delle stragi del Comune di Fivizzano alla presenza del Presidente della Repubblica Federale di Germania, Frank-Walter Steinmeier

Signor Presidente della Repubblica Federale di Germania,

Signor Presidente della Regione Toscana Rossi,

Signor Sindaco Giannetti e cittadine e cittadini e di Fivizzano,

siamo qui per rendere omaggio a vittime, a comunità, a luoghi, verso i quali, durante la Seconda guerra mondiale, la disumanità nazifascista manifestò tutta la propria ferocia.

Presidente Steinmeier,

l’Italia Le è grata per avere voluto intervenire qui, oggi, alla commemorazione del 75° anniversario delle stragi perpetrate nel Comune di Fivizzano.

La Sua sensibilità, Presidente, nei confronti del valore della memoria è ben nota.

Ella ha voluto testimoniarla sin dal Suo primo viaggio a Roma, da Presidente neoeletto della amica Repubblica Federale Tedesca, nel maggio del 2017, con la Sua visita al Mausoleo dei Caduti delle Fosse Ardeatine.

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Carta di Monticchiello: La provincia di Siena fa rete contro il fascismo e le discriminazioni

Venerdì 31 maggio, a Chiusi, nel Corso della 2a Festa della Costituzione organizzata dall’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, sette associazioni del territorio senese hanno sottoscritto la “Carta di Monticchiello – Agire per reagire”.     La Carta di Monticchiello è un patto sociale fra cittadini, istituzioni e associazioni che si impegnano a mettere in atto pratiche e azioni comuni che riflettano i valori dell’antifascismo e la tutela dei valori fondanti della Costituzione Italiana e che contrastino ogni forma di discriminazione etnica, sessuale, religiosa, politica e sociale.     La Carta è stata sottoscritta dal Comitato Provinciale Anpi di Siena, la CGIL Siena, il Comitato provinciale Arci di Siena, il Coordinamento di Libera della provincia di Siena, il Coordinamento Anpi Valdichiana, Legambiente Valdichiana e Amica donna – Centro antiviolenza Valdichiana, e punta a coinvolgere attivamente le istituzioni locali per affermare e far vivere nel territorio i principi della Costituzione antifascista

La Carta di Monticchiello

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25 Aprile: Intervento di Silvia Folchi, Presidente ANPI provinciale Siena

“Sento intorno a me cose che ho già vissuto. Rivedo l’osceno sospetto di chi fino adesso non ha osato e adesso osa”. Così la senatrice a vita Liliana Segre.

Certo, in 74 anni, molte volte la festa della Liberazione è stata messa in dubbio. Molte volte governi e apparati dello Stato hanno sfidato, più o meno apertamente, il dettato costituzionale e le leggi che vietano l’unica cosa che la democrazia non può incorporare: la ricomparsa del fascismo, che è la negazione stessa della democrazia.

Ma se siamo preoccupati, oggi, per gli attacchi sempre più esibiti alle regole democratiche, siamo anche convinti che quegli attacchi generano il risultato opposto a quello voluto: la scelta partigiana oggi riacquista un’attualità evidente. I giovani che prendono la tessera dell’Anpi non sono gli abusivi della storia, sono al contrario coloro che accettano l’eredità di chi ha costruito un mondo libero, sognando ben di più che la cacciata dei nazifascisti: osando spingere il sogno – loro che erano nati senza diritti – alla possibilità di rifondare le regole della convivenza sulla base dei diritti e della giustizia sociale.

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25 Aprile: intervento di Paola Di Nicola, Giudice presso il Tribunale Penale di Roma

Alle donne Resistenti

Sono una giudice e oggi ho l’onore e l’emozione di essere in questa Piazza con voi, partigiani e partigiane di Siena che, con il vostro esempio, mi avete insegnato il gusto profumato della libertà.

Ma voglio utilizzare questa occasione, per me unica, per ringraziare, in particolare, le donne della Resistenza senza le quali non indosserei la toga e continuerebbe ad essermi vietata la funzione dell’interpretazione delle leggi, come è avvenuto fino al 1963.

Sono riconoscente al loro eroismo del giorno per giorno, testimoniato anche senza fucili: quello del mettere insieme il pranzo e la cena con un solo uovo, quello delle attese palpitanti dietro a una finestra, quello della consolazione dei non più consolabili. Sempre a rischio della vita.

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