Che i busti di Mussolini di Vittorio Emanuele III restino nell’archivio dell’Università di Siena

Negli archivi sono conservati documenti non solo cartacei, ma anche oggetti che testimoniano la nostra storia. Chi vuole studiare la storia e conoscerla deve partire da lì, dagli archivi. All’Università di Siena,  recentemente,  sono state riconsegnati dagli eredi due busti raffiguranti  Mussolini e Vittorio Emanuele III; opere di valore artistico modesto, ma che, nel 1939, erano dovute al regime fascista. Nel 1939 l’Italia era sotto la dittatura, terminata solo dopo una sanguinosa guerra di Liberazione; per Siena il 3 luglio del ’44. La nostra Università, nei suoi quasi 800 anni di storia, ha attraversato tante vicissitudini e sì: era fascista durante il ventennio, come tutte le università italiane. Quindi nel nostro archivio sono conservate anche le testimonianze di quel nefasto periodo, che non va certo dimenticato, ma che certamente non può essere celebrato.Ci sconcerta quindi la decisione di dedicare tanta attenzione agli 80 anni della nostra aula magna, magnificandone più o meno direttamente l’idea di grandezza che ne guidava la costruzione in quel 1939 che avrebbe segnato invece l’inizio della Seconda guerra mondiale. E sempre lo stesso anno, sempre in quell’aula, all’inagurazione dell’anno accademico l’allora Rettore Raselli celebrava le leggi razziali e la cacciata di alcuni colleghi.

I due busti dovranno restare dove sono attualmente: nell’archivio. E dovranno servire a testimoniare un’epoca di barbarie, che non deve essere in alcun modo celebrata, ma conosciuta.

Circolo Anpi di Ateneo “Carlo Rosselli”

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